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Cosa può essere donato – Il Trapianto di Tessuti

Cosa può essere donato

Dopo la morte tutti gli organi e tessuti possono essere donati, ad eccezione dell’encefalo e delle gonadi, ovvero gli organi riproduttivi, maschili e femminili, le ovaie per le donne e i testicoli per uomini, dove maturano le cellule sessuali o gameti.

Inoltre ci sono organi e tessuti che possono essere donati quando il donatore è ancora in vita: il rene, parte del fegato, del pancreas, del polmone e dell’intestino, le cellule staminali emopoietiche (da midollo osseo, sangue periferico e sangue cordonale), la cute, la placenta e i segmenti ossei.

Il Trapianto di Tessuti

Il trapianto di tessuti ha sempre maggiore successo: le tecniche continuano a evolversi notevolmente come i settori a cui viene applicato. Solitamente si ricorre a un trapianto o innesto di tessuto quando il paziente ha perso la funzionalità di un organo o quando un tessuto si è danneggiato a causa di malattie degenerative o traumi.

I tessuti da trapiantare possono essere omologhi (homograft), ossia dello stesso tipo di quelli da sostituire e possono provenire da un donatore o da una parte del corpo dello stesso paziente. Il trapianto di tessuti, inoltre, non presenta lo stesso stato di emergenza riscontrabile nei pazienti che necessitano di un trapianto d’organo.

I prelievi di tessuti sono effettuati da medici chirurghi che operano sempre nel pieno rispetto del defunto. Infatti i tessuti prelevati vengono sostituiti con protesi che hanno la medesima forma e consistenza della porzione prelevata.

I tessuti che possono essere prelevati a scopo di trapianto sono:

elementi ossei (es. testa di femore) o muscolo-scheletrici (cartilagini, tendini) tessuti cardiovascolari (arterie, vasi, valvole cardiache) tessuto oculare (cornea) tessuto cutaneo, membrana amniotica.

  • Cornea

Il trapianto di cornea, tecnicamente detto cheratoplastica perforante, è un intervento che consiste nel sostituire una porzione di cornea, ormai opaca, con del tessuto corneale trasparente.

Le due patologie che più frequentemente richiedono il ricorso al trapianto di cornea sono il cheratocono, una malattia a carattere ereditario caratterizzata da una deformazione progressiva della cornea e la cheratopatia bollosa.

Le cornee possono essere donate a qualsiasi età e la loro idoneità non dipende dall’età del donatore ma dalla qualità del tessuto.

L’intervento di trapianto dura da trenta minuti a un’ora e mezza, può essere eseguito in anestesia generale o in anestesia locale, comporta una degenza di pochi giorni o viene eseguito in day hospital, non richiede una terapia immunosoppressiva sistemica.

  • Cute

A differenza dagli altri trapianti di tessuti, quello di cute a volte può letteralmente salvare la vita di un paziente. Questo accade, per esempio, quando si subisce un’ustione sulla maggior parte del corpo. La mancanza del rivestimento cutaneo, infatti, comporta una pericolosa e progressiva perdita di liquidi e proteine che può portare al decesso. Ma accade anche quando viene utilizzato per curare alcune gravi malattie dermatologiche che altrimenti porterebbero a morte certa.

Il tessuto cutaneo può essere prelevato (lo spessore è meno di mezzo millimetro) anche da soggetti anziani. L’autotrapianto di cute, cioè il prelievo di cute da parti del corpo non ustionate dello stesso paziente e innestata in seguito sulle zone ustionate, può avvenire sia quando le ustioni sono circoscritte che quando sono particolarmente estese.

  • Valvole cardiache

Anche il trapianto di valvole cardiache può in alcuni casi essere considerato un trapianto “salvavita”, specialmente quando insorge un’infezione del tessuto cardiaco. Gran parte delle valvole donate vengono trapiantate in bambini affetti da cardiopatie congenite.

La sostituzione della valvola non funzionante può essere effettuata con una valvola artificiale (biologica o meccanica) oppure mediante una valvola omologa umana. La valvola cardiaca biologica può andare incontro a degenerazioni. La valvola cardiaca meccanica ha bisogno invece di un trattamento con anticoagulanti per tutta la vita che comporta complicazioni e rischi (principalmente gravi emorragie).

Il trapianto di valvole cardiache omologhe, invece, non presenta questo tipo di problemi e spesso risulta essere l’unica soluzione possibile per salvare la vita del paziente.

  • Segmenti vascolari

Da molti anni arterie e vene umane sono considerate la fonte più sicura per innesti negli interventi di ricostruzione vascolare. Le arterie sono speciali condotti che portano il sangue spinto dal cuore in tutte le parti del corpo.

Quando una malattia porta alla chiusura dell’aorta addominale, si preferisce usare un trapianto delle arterie, perché queste resistono alle infezioni a differenza delle protesi artificiali.

Le vene sono i condotti che portano il sangue di ritorno, dalla periferia al cuore. Le vene varicose (safene) che ogni anno vengono tolte a centinaia di pazienti possono essere eliminate oppure essere utilizzate a scopo di innesto.

Nei pazienti sottoposti ad emodialisi per insufficienza renale, col passare del tempo può chiudersi l’arteria che permette al paziente di utilizzare l’apparecchio della dialisi. Di conseguenza non è più possibile continuare la dialisi, vitale per il paziente. In questi casi il flusso dalla macchina al paziente può essere ripristinato trapiantando nell’ avambraccio del paziente un segmento della vena varicosa.

  • Tessuto osseo

Il trapianto di tessuto osseo è sicuramente il più frequente. Pur non essendo un trapianto “salvavita”, permette di curare alcune gravi patologie ossee che altrimenti porterebbero a mutilazione.

I soggetti che ricorrono a questo tipo di trapianto sono solitamente giovani colpiti da tumori ossei oppure che hanno subito gravi traumi che hanno distrutto parte di un osso.

I tessuti osteo-tendinei possono essere utilizzati per diverse applicazioni sia in ortopedia (per tumori o ricostruzioni nei traumi), sia in chirurgia maxillo-facciale (per la ricostruzione di ossa del viso danneggiate).

Il tessuto osseo può anche venire utilizzato per riempire delle cavità che si possono formare a causa di malattie o durante alcuni interventi di impianto di protesi.

Nella maggior parte dei casi vengono trapiantati anche tendini e legamenti.

  • Membrana amniotica

La membrana amniotica della placenta viene estratta dalla donatrice, quando è necessario il parto cesareo, ma soli in casi non di urgenza e quindi programmati.

Il procedimento di separazione richiede sei ore e lavaggi continui.

La membrana amniotica ha le seguenti proprietà:

    • non ha rischi di rigetto
    • resiste alle infezioni batteriche
    • è antinfiammatorio.

La membrana amniotica viene utilizzata per la riduzione di cicatrici, la formazione di nuovi tessuti e per varie forme di chirurgia ricostruttiva.

In particolare il trapianto di membrana amniotica viene utilizzato per i pazienti con problemi dermatologici, oculistici, ginecologici, urologici e per il trattamento dei grandi ustionati.